In sintesi

Il maniglione antipanico è il dispositivo a barra orizzontale che apre una porta sulle vie di esodo con una semplice spinta, anche senza usare le mani. Deve essere marcato CE e conforme alla UNI EN 1125. La scelta dipende da quattro fattori: tipo di barra (a leva o a contatto), numero di punti di chiusura, tipo di porta (anche tagliafuoco) e necessità di apertura dall'esterno.

Chi viene al banco per un maniglione antipanico di solito ha fretta: un sopralluogo dei Vigili del Fuoco, una porta da sostituire, un maniglione rotto in un capannone o in un negozio. Il problema è che "un maniglione antipanico" non basta come richiesta. Servono la larghezza dell'anta, il tipo di porta, il numero di ante e il tipo di accesso dall'esterno. Noi di Ferrero Ferramenta, a Cuneo, con 55 anni di esperienza al servizio di serramentisti, falegnami e imprese, partiamo sempre da queste domande. In questa guida vi spieghiamo perché, e come orientarvi tra le tipologie e gli accessori.

Quale norma deve rispettare un maniglione antipanico?

In Italia il riferimento è il DM 3 novembre 2004. Riguarda i dispositivi di apertura delle porte sulle vie di esodo nelle attività soggette al controllo dei Vigili del Fuoco. Il decreto richiama due norme europee diverse, che spesso vengono confuse:

Norma Dispositivo Pensato per
UNI EN 1125 Maniglione con barra orizzontale (a spinta o a contatto) Situazioni di panico: persone che non conoscono l'uscita
UNI EN 179 Maniglia a leva o piastra a spinta Uscite di emergenza usate da persone che conoscono l'uscita e il dispositivo

Il decreto stabilisce anche quando serve l'una o l'altra, in base all'affollamento e al tipo di attività:

Situazione Dispositivo minimo richiesto
Attività aperta al pubblico, porta usata da meno di 10 persone EN 179
Attività non aperta al pubblico, porta usata da 10 a 25 persone EN 179
Attività aperta al pubblico, porta usata da più di 9 persone EN 1125 (maniglione antipanico)
Attività non aperta al pubblico, porta usata da più di 25 persone EN 1125 (maniglione antipanico)
Locali con pericolo di esplosione o rischi specifici d'incendio, con più di 5 addetti EN 1125 (maniglione antipanico)

Dal 2013 tutti i dispositivi installati in queste attività devono essere marcati CE. Un maniglione vecchio senza marcatura va sostituito. La valutazione finale spetta comunque al progettista o al tecnico antincendio che segue l'attività. Noi vi aiutiamo a trovare il prodotto che corrisponde a quanto prescritto.

Che differenza c'è tra maniglione antipanico a leva e push?

È la domanda più frequente, anche perché i nomi commerciali creano confusione. La EN 1125 prevede due tipi di barra:

Caratteristica A leva (barra basculante) Push (barra a contatto)
Come funziona Barra tonda o tubolare che ruota verso il basso quando la si spinge Barra piatta che si preme in avanti, su tutta la lunghezza
Classificazione EN 1125 Tipo A (barra a spinta) Tipo B (barra a contatto)
Ingombro Maggiore sporgenza dalla porta Più compatto, estetica più pulita
Dove lo vediamo montare Capannoni, magazzini, locali tecnici, porte metalliche Negozi, uffici, scuole, ambienti dove conta anche l'aspetto

Entrambi sono conformi alla norma: la scelta è soprattutto di contesto, estetica e budget. Attenzione ai nomi: alcune serie a leva contengono la parola "Push" nel nome commerciale. Per questo, sul nostro sito, i maniglioni sono divisi per funzionamento reale e non per nome di serie.

Vedi i maniglioni antipanico a leva Vedi i maniglioni antipanico push

Chiusura laterale, alto-basso o a tre punti: quale serve?

Il numero di punti di chiusura dipende dalla porta, non da una preferenza:

  • Laterale (1 punto): lo scrocco chiude sul montante del telaio. È la soluzione per la porta a un'anta e per l'anta principale delle porte a due ante.
  • Verticale alto-basso (2 punti): le aste chiudono a pavimento e sull'architrave. È la soluzione per l'anta secondaria delle porte a due ante, che non ha un montante su cui chiudere lateralmente.
  • Tre punti (laterale + alto + basso): per porte grandi o dove serve più tenuta contro l'effrazione.

Molti modelli sono componibili: si parte dal maniglione laterale e lo si trasforma in alto-basso o tre punti aggiungendo il kit aste e scrocchi. È comodo per chi installa, perché con un solo articolo a magazzino si coprono più situazioni.

Il maniglione si compra completo o a componenti?

Dipende dalla serie, ed è qui che al banco evitiamo più errori. Leggendo le schede dei prodotti che trattiamo si vedono due logiche diverse:

  • Kit completo: maniglione, barra, scrocco e contropiastre nella stessa confezione. Per esempio, la serie Savio Juvarra laterale arriva con barra da 1200 mm, scrocco, contropiastre e viteria. È indicata per porte con passaggio utile da 800 a 1240 mm e altezza fino a 2450 mm.
  • Sistema modulare: si acquistano separatamente il comando (meccanismo), la barra orizzontale ed eventualmente il comando esterno. È il caso, per esempio, di CISA Fast Push e dei comandi Antipanic Modulo, per cui barra e comando esterno vanno ordinati a parte.

Un'altra misura da verificare è la lunghezza della barra. La EN 1125 richiede che la barra copra almeno il 60% della larghezza dell'anta. Le barre si possono accorciare, ma entro i limiti indicati dal produttore: una barra da 1200 mm, per esempio, in alcuni modelli scende fino a 300 mm.

Vedi barre, aste e accessori per antipanico

Come si legge il codice di classificazione EN 1125?

Ogni maniglione certificato riporta un codice di classificazione: ogni posizione indica una prestazione verificata. Le voci che contano di più nella scelta sono queste:

Voce Cosa indica
Durabilità Numero di cicli di prova superati: grado 6 = 100.000 cicli, grado 7 = 200.000 cicli
Massa della porta Grado 5 = fino a 100 kg, grado 6 = fino a 200 kg, grado 7 = oltre 200 kg
Idoneità al fuoco 0 = non idoneo per porte tagliafuoco; A = idoneo per porte a tenuta fumo; B = idoneo per porte tagliafuoco e tenuta fumo
Tipo di barra A = barra a spinta (leva); B = barra a contatto (push)

Si può montare qualsiasi maniglione su una porta tagliafuoco?

No. Su una porta tagliafuoco serve un maniglione con classificazione al fuoco B, certificato insieme alla serratura con cui viene abbinato. Il maniglione deve essere compatibile con la serratura antipanico già presente nella porta: per esempio, alcuni maniglioni lavorano con quadro maniglia da 8-9 mm e sono abbinati a serie di serrature specifiche. Montare un dispositivo non previsto può far decadere la certificazione della porta. In caso di dubbio, portate al banco la marca della porta o una foto della targhetta: risaliamo noi al ricambio corretto.

Come si apre una porta antipanico dall'esterno?

Il maniglione lavora solo dal lato interno. Se la porta deve essere usata anche come ingresso, si aggiunge un comando esterno, che va scelto compatibile con la serie del maniglione:

  • Con maniglia e cilindro: apertura libera o con chiave, per gli ingressi di servizio.
  • Con pomolo fisso o girevole: per tirare la porta, con o senza chiave.
  • Solo cilindro: accesso dall'esterno riservato a chi ha la chiave.

Per il controllo accessi (citofono, tastiera, badge) si usano gli incontri elettrici per antipanico, che sbloccano la porta a comando. La regola resta sempre la stessa: dall'interno l'uscita deve essere libera in ogni momento.

Vedi i comandi esterni Vedi gli incontri elettrici

Il maniglione antipanico va controllato periodicamente?

Sì. Il titolare dell'attività deve mantenere il dispositivo efficiente, secondo le istruzioni del produttore. Il DM 1 settembre 2021 sui controlli antincendio prevede verifiche periodiche, eseguite da personale qualificato, e la registrazione degli interventi. Nella pratica, i problemi che vediamo più spesso sono tre: barre piegate da urti, scrocchi bloccati da sporco o vernice, e porte chiuse con catene o lucchetti. Quest'ultimo caso è vietato, perché annulla la funzione antipanico. Per barre, aste, scrocchi e incontri di ricambio teniamo a magazzino i componenti delle serie principali.

Cosa portare al banco per non sbagliare l'acquisto?

Prima di venire da noi, o di scriverci, raccogliete queste informazioni:

  • larghezza e altezza dell'anta (passaggio utile);
  • porta a una o due ante, e se a due ante quale anta va attrezzata;
  • materiale della porta (metallo, legno, alluminio e vetro) e se è tagliafuoco;
  • marca della serratura o del maniglione esistente (una foto basta);
  • se serve l'apertura dall'esterno, e con quale comando;
  • colore preferito (rosso per la barra, nero o grigio per i carter sono i più diffusi).

Con questi dati vi indichiamo in pochi minuti il maniglione giusto e tutti i componenti da abbinare, così non dovrete tornare per il pezzo mancante.

Vedi tutti i sistemi antipanico su ferreroferramenta.it

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Domande frequenti sui maniglioni antipanico

Quando è obbligatorio il maniglione antipanico?

Secondo il DM 3 novembre 2004, il maniglione conforme alla EN 1125 è obbligatorio sulle porte delle vie di esodo nelle attività soggette a controllo dei Vigili del Fuoco quando la porta è usata da più di 9 persone in attività aperte al pubblico, da più di 25 persone in attività non aperte al pubblico, o in locali con rischio di esplosione o rischi specifici d'incendio con più di 5 addetti.

Qual è la differenza tra EN 1125 ed EN 179?

La EN 1125 riguarda i maniglioni antipanico a barra orizzontale, pensati per persone che non conoscono l'uscita. La EN 179 riguarda maniglie a leva e piastre a spinta per uscite di emergenza usate da persone che conoscono l'uscita e il dispositivo.

Meglio un maniglione antipanico a leva o push?

Sono entrambi conformi alla EN 1125. Il modello a leva ha una barra basculante ed è molto diffuso su porte industriali e metalliche. Il modello push ha una barra piatta a contatto, più compatta ed elegante, ed è preferito in negozi, uffici e scuole.

Quanto deve essere lunga la barra del maniglione antipanico?

La norma EN 1125 richiede che la barra copra almeno il 60% della larghezza dell'anta. Le barre si possono accorciare, entro i limiti indicati dal produttore per ciascun modello.

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Ferramenta Ferrero

Ferrero Ferramenta è una ferramenta professionale con sede a Cuneo, fondata nel 1969. Oltre 55 anni di esperienza nella vendita di utensili, abrasivi e ferramenta per falegnami, artigiani e professionisti del settore legno.

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